Oggi pensavo a voi, miei cari, affezionati, intelligenti lettori, e anche belli, son sicura, non dite di no. Pensavo a voi che siete così intelligenti e pure non so se riuscirete a capire. Non per voi, no no no, mica per il vostro brillante cervello, così ben circonvoluto; è che sono io che faccio fatica a spiegare. Per me, sapete, è tutto semplice. Mica perché ragiono meglio di voi!, capitemi, prima di offendervi. Per me è semplice perché sono talmente dentro la foresta, e da tanti di quegli anni (ché invece voi siete tutti giovani e belli, lo so), talmente immersa nella giungla scolastica, che oramai vedo bene e distinguo tra scimmie, mandrilli, scimpanzé, gorilla e oranghi, tra chi sta sopra (gli alberi di kapok, un nome una garanzia) e chi sta sotto (le felci, ad esempio), chi comanda e chi obbedisce e così via.
Ma non so se riesco a spiegarvi. Anzi, ci provo (scusandomi per l’uso di quell’anzi che c’entra nulla, ma suonava bene, lasciamolo lì, anche le congiunzioni testuali devono prendere aria).
Allora.
Volevo partire dall’alto.
Per rispetto, ovviamente. Però viene più semplice partire dal basso.
Così: in basso ci sono i virgulti, alunni, figli o così via; piacerebbe chiamarli semplicemente studenti ma capite che è una parola forte, al giorno d’oggi. Comunque, ci siam capiti. Poi ci siamo noi, insegnanti, professori, adulti o cani da guardia. Sopra di noi c’è il Preside, che ormai si chiama Dirigente Scolastico, abituatevi, è sempre lui, ma ha cambiato nome, ora deve fare il dirigente, comprare le pagelle, la carta igienica e fare i collegi docenti. Sopra di lui c’è il Provveditore, che si chiama anche lui, per semplificare, Dirigente Scolastico ma siccome poi lo confondiamo con quello di prima lo chiameremo Dirigente Scolastico Provinciale. Poi, va da sé, c’è uno più sopra ancora, che per cambiare un po’ chiameremo Direttore Generale Regionale, senza stare tanto a discutere perché ci hanno aggiunto “generale”, visto che bastava dire che era regionale per capire che stava sopra a quelli provinciali, o no? Ora, in mezzo, ci sarebbero un po’ di Dipartimenti dai nomignoli interessanti che lasceremo pendere dai rami senza badarci, per non confondere troppo. Son cose come la Direzione generale per gli ordinamenti del sistema nazionale di istruzione e per l'autonomia scolastica; la Direzione generale per il personale scolastico; la Direzione generale per lo studente, per l'integrazione, la partecipazione e la comunicazione; la Direzione generale per l'istruzione e formazione tecnica superiore e per i rapporti con i sistemi formativi delle regioni e così via. Vorremo mica metterci a parlare di questi, no? No.
Fate dunque conto che siam passati dai muschi, licheni e felci a degli alberi un po’ più alti epperò non vogliamo parlare delle liane, che stanno in mezzo alle balle ma possiamo far finta di niente, su.
Poi ci sono (questo è molto carino) le Segreterie particolari dei Sottosegretari, ma nessuno mi dice perché son così particolari e ho capito che è meglio lasciar correre.
Sopra ci sono i sottosegretari: nel senso che sono sopra le segreterie ma stanno sotto qualcun altro.
Stanno ovviamente sotto i segretari!, diranno i miei giovani lettori, colti ma ingenui.
No, i Sottosegretari stanno sopra le segreterie particolari ma stanno sotto il Gabinetto.
Facciamo che in italiano Gabinetto è un po’ come dire Segretario, così torna tutto, ok?
Sopra il Gabinetto del Ministro c’è il ViceMinistro.
Sopra il ViceMinistro c’è la nostra Maria Stella Gelmonti, che spiega che la maggior parte dei soldi li spende per pagare noi insegnanti, e che bisogna semplificare e risparmiare ammazzando i maestri e mettendo trentacinque alunni per classe.
E qui finisce la prima parte. Se ce l’avete fatta a digerirla, poi arriva la seconda.
