Ovvero: che scuola farà tuo figlio l'anno prossimo?
Allora, la seconda è questa.
Che io conosco uno che nessuno di voi conosce, non so se vi dice bene o vi dice male, ma insomma, accettiamo la realtà per quella che è e continuiamo frementi.
Questo signore, che potremo chiamare, che so, Pierino, basta che nessuno pensi ai film porno che non ci siamo, perché lui è una persona seria, ecco, questo signore è entrato nei corridoi dei palazzi del potere. Del Pppoteere, con la P maiuscola, quello che piaceva tanto a Scar del Re Leone, avete presente?, sarò Reee, eccetera.
Ecco, Pierino va nei corridoi del Potere e qui andate sulla fiducia e non chiedetemi come ha fatto e neanche come faccio io a conoscere uno che gironzola tra una Maria Stella, un Giuseppe e una Mariangela e poi viene a raccontarmi che cosa è successo. Non lo posso rivelare, nemmeno sotto tortura, anche se questo, si sa, si dice così per dire, ché se proprio proprio qualcuno si prendesse la briga di torturarmi non so fino a che punto potrei mantenere la fermezza della mia decisione e magari vi direi subito chi è, il Pierino. Ma, per il momento, posso non dirvelo e vado avanti.
Allora, Pierino gira nei corridoi, non arriva fino all’albero di kapok ma ci va abbastanza vicino e, tra mandrilli, scimpanzé, gorilla e oranghi, trova qualche scimmietta che siede su delle mangrovie o altre angiosperme non troppo in alto ma nemmeno troppo in basso e lui, passando tra liana e liana (e chi non si ricorda che cosa sono le liane, se lo vada subito a rivedere), ecco, passando di qui e di là, coglie un fremito, un subbuglio, un cicaleccio. E me lo viene a raccontare. E siccome non ha mica detto che era un segreto, ora io lo ridico a voi.
Ecco qui: tra le liane alte della giungla, tra gli alberelli che dignitosamente chinano le fronde ai kapok, spira aria di rivolta.
Pacifica, ohè, non allarmatevi.
Una cosa come il sale di Gahndi o gli autobus di Luther King.
Sta di fatto che capita questo:
da una parte ci sono la Maria Stella, il Giuseppe e la Mariangela e compagnia briscola che fanno e disfanno e decidono che forse faranno e poi forse disferanno, un attimino che ci devono pensare,
e pensano
facciamo che l’anno prossimo
alle superiori
togliamo il liceo tecnologico o forse no,
ma più sì che no
togliamo il latino al liceo scientifico o forse no,
facciamo che alle medie
l’anno prossimo son 29 ore,
o forse son 29 più i laboratori opzionali facoltativi,
o forse son 30 ore più sei obbligatorie,
che te le do le 36 ore, se le chiedi, o Dirigente Scolastico,
ma solo se hai già abbastanza professori,
quelli che adesso ne fanno 29 di ore devono essere tanti uguali
a quelli che dopo ne faranno 36, di ore,
(chiamate un alunno che gli fa le addizioni e le sottrazioni)
facciamo che c’è un bel caos e allora spostiamo le iscrizioni a gennaio,
no, a febbraio,
no, a marzo,
(basta che lo dite, razza di mandrilli,
e anche tu, nasica del Borneo,
che poi quando li nominate i professori per l’anno prossimo
se a marzo non sapete ancora gli iscritti?)
giusto vero, allora vediamo ora ci ripensiamo
tra noi e noi kapok
e a voi non vi diciamo niente, cicca cicca.
Ecco. Da una parte.
Così dall’altra parte ci sono i Direttori regionali che scendono dalle liane e dicono: ah, bene, voi non ci dite niente? E noi non facciamo niente. Niente per l’anno prossimo, niente per le iscrizioni, niente informazioni sulle scuole che forse ci sono forse no, non lo sappiamo, niente.
Questa sarebbe la rivolta, che poi scivola giù.
Così che i Dirigenti Provinciali diranno: ah, non ci dicono niente, non possiamo fare niente.
E i Dirigenti Scolastici diranno: eh, non ci dicono niente, non possiamo fare niente.
E i professori diranno: oh, non sappiamo niente, non possiamo fare niente.
E i genitori diranno: eccoli lì, i professori, i soliti fannulloni.
