Prendete un grande quotidiano a tiratura nazionale. Compratelo al sabato, che vi affibbiano anche un pacco di fogli tutti tirati a lucido. Tornate da scuola, mangiate, spreparate la tavola, lavate i piatti e mettetevi lì, ad informarvi sui mali del mondo. Ora, se siete riusciti a superare il nucleare, il ponte, i margheriti (sic!), e Naomi-adesso-un-figlio, vi potrebbe scappare l’occhio sul fondo di pagina 23, dove il ministro dell’istruzione (di nuovo ex-pubblica) annuncia: “l’ora di educazione civica va ripristinata in modo forte” e anche “l’ora di educazione civica non deve essere un’ora di svago”.
Ecco, chi glielo dice a tutti gli alunni della mia scuola che finora siamo stati fuorilegge? Ché abbiamo svolto sempre l’ora di educazione civica in modo forte? Che non li abbiamo mai fatti svagare un po’, durante l’ora di educazione civica? Già questo mi spaventa un po’.
Ma non basta. Poco più avanti, il giornalista mi informa che l’educazione civica era ininfluente sul profitto. Merdaccia! (scusate) E io che ho sempre fatto studiare e interrogato e dato giudizi anche in educazione civica? Mi aspetta una marea di ricorsi, mannaggia!
Ma non basta. Il giornalista ci informa che la Moratti l’ha ribattezzata “educazione alla cittadinanza” e le ha affiancato altre cinque educazioni (ambiente, salute, stradale, ecc. ecc.). Merdaccia, di nuovo! E io che l’educazione civica, nella programmazione, l’avevo chiamata “educazione alla convivenza civile” e lì dentro ci dovevo fare stare sei educazioni, dalla cittadinanza al sesso? Si vede che avevo una copia fallata delle indicazioni nazionali.
Ma non basta: mi informano che i libri di educazione civica da anni finiscono intonsi sui banchi del mercatino dell’usato. Ma perdindirindina! E io come faccio? Che il libro di educazione civica non l’ho più fatto comprare per via del tetto di spesa ma per fortuna adesso tutti i libri di storia comprendono anche la parte di educazione civica e così aprivamo le pagine e studiavamo lì?
Verrò accusata di non aver lasciato intonso il libro di educazione civica? Merdaccia…
Meno male che interviene il pedagogista famoso che rassicura: non è colpa delle indicazioni confuse, non è colpa della diminuzione delle ore voluta dalla riforma, non è colpa dei libri intonsi, se l’educazione civica non si fa più. È colpa dei docenti di storia (presente!) che non hanno più tempo per occuparsi della Costituzione.
Cioè, fatemi capire: invece di avere quindici ore di insegnamento a disposizione per una classe ne ho nove, con lo stesso carico di discipline, e la colpa è mia perché non ho più tempo??
Meno male che interviene il signor De Rienzo a spiegare che in realtà l’educazione civica non è mai scomparsa dai programmi della scuola. Oooohhh, là! Qualcuno che lo sa, c’è. Magari poteva dirlo al collega della scrivania di fianco che, poverino, c’ha speso quattro colonne a spiegare il contrario.
Comunque, se la vedranno tra loro giornalisti.
Io continuo a leggere De Rienzo, che spiega: allora, l’educazione civica c’è, nei programmi, ma agli insegnanti dava così fastidio, ma così fastidio…
Ma peeeerché?, si chiede l’attento lettore.
Ma perché, risponde l’informato cronista, rallentava lo svolgimento del programma stesso (e l’astuto lettore inferisce, da qui, che l’insegnante, non volendo essere rallentato, butta a mare l’educazione civica).
Tranquilli, però. Come spiega sempre l’acuto giornalista, l’educazione civica si svolgeva ancora, qui e là, lasciata alla buona volontà degli studenti (citazione testuale).
Vuoi vedere che quando Tadeo tagliuzza la sedia, Paulo arriva con mezz’ora di ritardo, Toni sputa pezzettini di mora sulla schiena di Giulietta, Darmor sputa fazzoletti masticati sul soffitto, Picchio infila il compasso nelle trippe di Nina, Ciccio si pulisce le unghie con la punta del compasso insanguinato, e così via, vuoi vedere che i volonterosi studenti stanno portando avanti, per contrasto, una splendida lezione di educazione civica?
Non si finisce mai di imparare.